CHE COSA STA ACCADENDO?

Festa di San Giovanni Maria Vianney

 

Cari benefattori, cordiali saluti e buona Festa!

 

Nel 2007 è stata fondata l'Association Saint Jean-Marie Vianney Lausanne per sostenere e promuovere il ministero del Vescovo Peter Bürcher, in Svizzera e all'estero. Questo avvenne prima di essere stato nominato vescovo di Reykjavik in Islanda da Papa Benedetto XVI.

 

Grazie al vostro aiuto la nostra Associazione ha potuto sostenere per più di quindici anni progetti in Svizzera, Islanda e Francia, come pure, in modo particolare, aiutare numerosi Cristiani in Palestina, Israele, Libano, Giordania, Egitto, Siria, Iraq e Armenia. Senza pretendere di essere esaustivi vorremmo ricordare alcuni dei progetti che abbiamo potuto realizzare grazie alle vostre numerose e generose donazioni: ad esempio, la nostra Associazione ha potuto finanziare la Chiesa cattolica in Islanda con numerosi progetti pastorali, dal 2007 fino al ritiro del Vescovo Peter Bürcher nel 2015. In otto anni di collaborazione con altre istituzioni sono stati costruiti o acquistati sette nuovi luoghi di culto ed è pure stato realizzato un centro pastorale e alberghiero. Inoltre si è potuto salvare la scuola cattolica di Reykjavik, come pure finanziare e pubblicare la traduzione in islandese del primo Messale Romano. Sono stati sostenuti finanziariamente i sacerdoti, i religiosi e molti laici. Infine si sono potuti realizzare diversi progetti di evangelizzazione e formazione.

 

Avendo pure durante questo periodo iniziato, come ASJMVL, ad aiutare i Cristiani in Terra Santa, vi avevamo sollecitati a voler sostenere altri nuovi progetti. Tra questi la proposta di Papa Francesco di realizzare 1.500.000 di Rosari per i giovani di tutto il mondo che avrebbero partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama. Sono tutti stati realizzati da famiglie a Betlemme. Grazie al vostro aiuto e alla ottima collaborazione con Caritas Gerusalemme, abbiamo così potuto aiutare molte famiglie bisognose, offrendo loro un lavoro e guadagno sicuro. Negli ultimi due anni, la pandemia ha fatto sì che Gerusalemme e Betlemme fossero tagliate fuori dai flussi di pellegrini e turisti. Grazie alla vostra generosità e comprensione della situazione, siamo stati in grado di aiutare le famiglie più svantaggiate e povere, molte delle quali vivono ancora al di sotto della soglia di povertà. Allo stesso tempo abbiamo potuto sostenere le scuole cattoliche di Gerusalemme e Betlemme, il Caritas Baby Hospital e l'Ospedale della Sacra Famiglia a Betlemme. Infine, insieme a voi, siamo riusciti ad aiutare gli abitanti di Beirut da tempo in difficoltà per l’esplosione nel loro porto e per la crisi economica che ancora affligge il Libano. Vi scriviamo sapendo che non possiamo elencare qui tutti i numerosi impegni avuti della ASJMVL. Il vostro fedele sostegno spirituale e materiale li ha resi tutti possibili. Vorremmo quindi dire un GRANDE GRAZIE a voi per tutto quello che avete fatto!

Oggi vorremmo pure informarvi, a malincuore, che la nostra Associazione Saint Jean-Marie Vianney Lausanne ha deciso di porre fine alla sua missione per la fine del 2022. La salute, l'età e gli impegni professionali dei membri del comitato hanno portato a questa decisione. Sì, “Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo” (Qoelet 3,1). La nostra Associazione verrà quindi sciolta il 31 dicembre 2022. Siamo molto grati per tutto quello che insieme siamo riusciti a realizzare in oltre quindici anni di attività.

 

Fino al 30 novembre 2022 sarà ancora possibile fare delle donazioni sul conto postale dell’ASJMVL. Esse saranno interamente devolute alla Caritas Gerusalemme che le inoltrerà alle famiglie più bisognose di Betlemme. Nella pagina successiva troverete un bollettino di versamento postale per questo scopo. Vi ringraziamo di cuore se donerete generosamente un'ultima volta per aiutare i più poveri e bisognosi! Dopo questa data il conto corrente postale verrà sospeso, il sito web non sarà più in funzione e i bollettini annuali “News” non appariranno più. Come segno di gratitudine e comunione, il Vescovo Peter Bürcher celebrerà la Messa per tutte le vostre intenzioni, oggi e ogni anno, in occasione della festa di San Giovanni Maria Vianney.

 

Sì, ti ringraziamo, Signore, per averci dato
per più di quindici anni, dei benefattori così generosi.
Ci hanno permesso di aiutare in particolare
la Tua Chiesa in Islanda
come pure la Terra Santa, che tanto ancora sta soffrendo

e dove Tu stesso hai sofferto per tutti noi.
Ci hai chiamati e insieme ai nostri benefattori

abbiamo risposto al Tuo appello.
Benedetto sei Tu, Signore, perché sei sempre stato con noi

come nostro compagno quotidiano.
Signore, Ti chiediamo di benedire e custodire
tutti i nostri benefattori nella Pace
del Tuo Amore

 

Cari amici benefattori, con il sostegno della Vergine Maria, di San Giuseppe e di San Giovanni Maria Vianney, continuiamo a essere ciò che siamo: discepoli di Cristo e missionari del Suo amore per tutti! Continuiamo, soprattutto da ora, collaborando con altre istituzioni simili in Svizzera, e sostenendo generosamente le nostre sorelle e i nostri fratelli cristiani in Terra Santa! Essi contano su di noi con piena fiducia e profonda gratitudine.

Grazie a tutti voi e che il Signore benedica abbondantemente voi e le vostre famiglie.

+ Pierre Bürcher, Vescovo – Bernard Debély, Presidente – Véronique Nebel, Membro – Don Martino Mantovani, Segretario

Losanna, 4 agosto 2022

Coordination Terre Sainte 2022 

Communiqué final

"Si je t'oublie, Jérusalem, que ma main droite m'oublie! » Ps 136,5

 

Jérusalem est une Ville juive, une Ville chrétienne, une Ville musulmane. 


Elle doit rester un patrimoine commun et ne jamais devenir le monopole exclusif d'une seule religion. Nous sommes venus pour rencontrer et prier avec nos frères et sœurs, en gardant à l'esprit le message du Patriarche Pizzaballa selon lequel il est de notre droit et de notre devoir de chrétiens de préserver l'ouverture et l'universalité de la Ville. 

La communauté chrétienne est essentielle à l'identité de Jérusalem, tant aujourd'hui que pour l'avenir. Pourtant, sa présence continue est menacée par l'occupation et l'injustice. Nombre de ceux que nous avons rencontrés sont confrontés à la violence et à l'intimidation des groupes de colons, aux restrictions de leur liberté de mouvement ou à la séparation d'avec leur famille en raison du statut qui leur est attribué. 

Nous partageons les préoccupations exprimées par la communauté chrétienne au sujet des restrictions unilatérales à la liberté de culte pendant la période de Pâques, imposées par la police israélienne. Nous avons fait l'expérience de la profonde tristesse et de la colère ressenties par les chrétiens locaux lors de l'assassinat de la journaliste catholique palestinienne Shireen Abu Akleh et de l'attaque honteuse contre les personnes en deuil lors de ses funérailles. 

Nous avons été témoins du nombre de personnes de toutes origines qui vivent dans la pauvreté, aggravée par la pandémie. L'absence de pèlerins au cours des deux dernières années a dévasté les moyens de subsistance, notamment au sein de la communauté chrétienne de Jérusalem, laissant certaines familles en difficulté pour se loger, se nourrir ou se procurer d'autres produits essentiels. 

Au coeur de ces défis, il y a néanmoins des signes d'espoir. Nous avons visité des organisations chrétiennes qui prennent en charge le bien-être de leur communauté et de la société en général. Elles travaillent sans relâche pour atténuer les difficultés et améliorer les conditions de vie. Nous avons rencontré des jeunes qui, malgré les violations quotidiennes de leurs droits humains fondamentaux, refusent d'être la dernière génération de chrétiens dans la ville. 

Alors que les pèlerins reviennent une fois de plus, nous les appelons à soutenir les chrétiens de Jérusalem et de toute la Terre Sainte. Il est essentiel que tous les pèlerins comprennent et s'engagent dans la réalité de la vie de la communauté chrétienne ici. Un véritable pèlerinage en Terre Sainte devrait être un voyage de foi, de rencontre et de solidarité. 

Le pape François affirme la valeur universelle de Jérusalem, qui va au-delà de toute considération de questions territoriales. Inspirés par le Christ notre Paix, tous les chrétiens doivent contribuer à préserver le caractère sacré de la Ville et promouvoir une vision authentique de Jérusalem comme lieu de dialogue et d'unité. 

Mgr Declan Lang, Angleterre et Pays de Galles (Président de la Coordination Terre Sainte) 
Mgr Udo Bentz, Allemagne 
Mgr Pierre Bürcher, Conférences des Evêques suisses et nordiques 
Mgr Nicholas Hudson, Commission des Conférences épiscopales de l'Union européenne 
Mgr Alan McGuckian, Irlande 
Mgr William Nolan, Écosse 

 

Jérusalem, 26 mai 2022, en la Solennité de l'Ascension du Seigneur

 

Galerie de photos :
Remarque : les photos de la galerie d'images peuvent être téléchargées gratuitement pour les besoins du reportage moyennant mention du titulaire du droit d'auteur (© Mazur/cbcew.org.uk) : https://flic.kr/s/aHBqjzR4L4

 

Qu'est-ce que la Coordination Terre Sainte ?

La Coordination Terre Sainte est composée d'évêques d'Europe, d'Amérique du Nord et d'Afrique du Sud qui, depuis 22 ans, organisent cette rencontre annuelle en Israël et en Palestine, en collaboration avec des prêtres et des laïcs. 

Leur objectif permanent de parvenir à une paix juste leur inspire ce pèlerinage annuel pour rencontrer leurs sœurs et frères, prier avec eux, les écouter et être témoins des défis auxquels ils sont confrontés. Ils informent ensuite leurs Conférences épiscopales respectives de la situation actuelle.

Cette année, Mgr Pierre Bürcher, Evêque émérite de Reykjavik et Administrateur Apostolique émérite de Coire, représente à la fois la Conférence des Evêques des Pays nordiques et la Conférence des Evêques suisses (CES), lors de cette importante rencontre internationale.

Mons. Peter Bürcher partecipa al Coordinamento Holyland 2022

 

1. Come sta, Monsignore?

 

Bürcher: "Sto bene, grazie a Dio! Sono felice di aver potuto, come Amministratore Apostolico della Diocesi di Coira, servire molte persone, dai giovani agli anziani, in tutte le parti della diocesi, nonostante i due anni di pandemia, e di aver ricevuto una lettera di ringraziamento molto personale dal Vaticano per questo servizio. E ora, come vescovo emerito, sono felice di poter dare un aiuto concreto a cristiani e non cristiani qui in questa Terra Santa piena di difficoltà e di speranze. Soprattutto in questi giorni, sono felice di poter partecipare al Coordinamento Holyland 2022 come rappresentante delle Conferenze episcopali svizzera e nordica. Il tema di quest’anno è: «Gerusalemme, luogo dell’anima»«, queste le considerazioni di mons. Pierre Bürcher, il vescovo svizzero che era stato chiamato dal Papa a reggere la diocesi di Coira dopo la partenza di mons. Huonder e fino alla nomina dell’attuale vescovo J. M. Bonnemain. In questi giorni Bürcher ha preso parte a questo evento in Israele, in rappresentanza anche della CVS.

 

2. Mons. Bürcher, qual è il fatto recente in Terra Santa che l’ha toccata di più?

 

Nei giorni scorsi sono rimasto sconvolto dall’uccisione della giornalista cattolica palestinese Shiereen Abu Akleh a Jenin. La violenza sproporzionata della polizia israeliana, la sua intrusione nel corteo funebre durante la sepoltura, è una violazione delle norme internazionali e del diritto fondamentale al libero esercizio della religione. La giornalista non è purtroppo l’ultima vittima della violenza in Terra Santa. In effetti, è già successo di nuovo…

 

«Noi», scrive la Commissione Giustizia e Pace di Gerusalemme (16.5.2022), «esprimiamo la nostra preoccupazione per ciò che il futuro ci riserva. Le autorità politiche che decidono il futuro di Israele-Palestina, così come i principali leader della comunità internazionale, non sembrano pronti a riflettere con verità e coraggio su quanto sta accadendo in Terra Santa. Di conseguenza, non possono agire per sradicare le cause di questa violenza. Secondo i dati ufficiali, negli ultimi due mesi sono stati uccisi quarantacinque palestinesi, sedici israeliani e due lavoratori migranti, in quello che è stato descritto come un «nuovo ciclo di violenza». I media hanno ignorato la maggior parte di loro. E la violenza continua…

 

3. Hezbollah ha fatto grandi danni in Libano. Qual è la preoccupazione di Israele per un’escalation?

 

Libano, Siria e Israele non sono purtroppo amici ufficiali! Non molto tempo fa mi trovavo nel nord di Israele e ho sentito chiaramente il fuoco siriano nelle vicinanze. Uno degli obiettivi di Hezbollah è quello di sviare il «nemico» Israele e indebolirlo minacciandolo costantemente da nord. Questo purtroppo dice già molto.

 

4. Avete discusso del futuro status di Gerusalemme. Qual è la sua opinione personale: Gerusalemme può diventare la capitale di due Stati?

 

a) Lo status di Gerusalemme riconosciuto a livello internazionale

 

La sua domanda era uno degli obiettivi principali del nostro attuale incontro. Se Gerusalemme dovesse diventare la capitale di due Stati, Israele e Palestina, credo che lo status di Gerusalemme stessa dovrebbe essere prima chiarito. La Santa Sede ha più volte sottolineato la necessità di dare a Gerusalemme uno status speciale, riconosciuto a livello internazionale, per garantire il rispetto delle tre religioni monoteiste che conferiscono alla città il suo carattere sacro di Città Santa. Sebbene siano una minoranza tra la popolazione, sempre più cristiani di tutte le Chiese cercano di costruire ponti di comprensione e fratellanza piuttosto che muri. Li abbiamo incontrati. Abbiamo parlato con loro. Abbiamo pregato con loro. Sono edificato.

 

Gerusalemme deve rimanere il luogo in cui ebrei, cristiani e musulmani continuano a incontrarsi per le strade della Città Santa, ciascuno con le proprie intenzioni e tradizioni, così singolarmente legate le une alle altre. Non è solo sufficiente preservare il carattere storico della città attraverso le sue pietre, ma è anche necessario preservare e promuovere senza esclusività la rete unica di relazioni tra fedi, popoli e culture. La natura di Gerusalemme è quella di includere, non di escludere. Questo è il suo status nel diritto internazionale, alla luce della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ES-10/19 del 21 dicembre 2017. È anche la sua vocazione profetica e il suo fascino universale. Ed è anche la mia opinione personale su questa importante questione che riguarda non solo Israele e la Palestina, ma il mondo intero.

 

b) La questione della soluzione dei due Stati

 

Con un po’ di umorismo e senza poter approfondire la questione fondamentale della soluzione dei due Stati, vorrei dire questo: personalmente, non vedo come ciò possa essere possibile, soprattutto nella situazione geografica dell’attuale territorio Israelo-Palestinese. La costruzione illegale di insediamenti nei territori occupati da Israele è iniziata già nel 1967. Questo territorio è stato suddiviso illegalmente e continua ad esserlo. In Svizzera esistono, tra l’altro, due tipi di formaggio: il Gruyère compatto e l’Emmental con i buchi… Il territorio israelo-palestinese è diventato un Emmental bucherellato a causa degli insediamenti illegali… Come possiamo ora trasformare questi territori bucherellati in due Stati, soprattutto se non possiamo o non vogliamo tornare alla situazione del 1967? Sono scioccato nel vedere come Israele si stia appropriando di terreni e case, anche nella Città Vecchia di Gerusalemme, dove ora sventolano sempre più bandiere israeliane. La Commissione Giustizia e Pace di Gerusalemme scrive: «Va ripetuto con chiarezza inequivocabile: la causa principale e il contesto primario della violenza sono i cinquantacinque anni di occupazione della Palestina».

 

c) Una proposta utopica?

 

Un progetto completamente nuovo non potrebbe essere, ad esempio, una confederazione di Stati: Israele, Palestina e Giordania? Una proposta utopica? La Svizzera ha impiegato più di 700 anni per arrivare all’attuale Confederazione elvetica, composta da 26 Stati-cantoni, anch’essi caratterizzati da una grande diversità di culture, tradizioni e religioni.

 

5. Con quale messaggio dalla Terra Santa tornerà in Svizzera?

 

"Tornerò presto in Svizzera con un triplice messaggio: la necessità di aiuti di emergenza, speranza e preghiera per la pace e la giustizia. Per me, «aiuti di emergenza» significa, in particolare, non ignorare le grida delle vedove, degli orfani, delle madri e dei padri in lutto e di tutti gli oppressi che vogliono continuare a vivere in Terra Santa. Le parole da sole non bastano più. Hanno bisogno di azione! Hanno tutti urgentemente bisogno del nostro aiuto concreto! Per me la speranza significa soprattutto che le autorità politiche in Israele e Palestina e in tutto il mondo abbiano il coraggio di cercare le vere cause della violenza e non si sottraggano alle loro responsabilità. La guerra è molto brutta! Cristo è la nostra Pace! La preghiera per la pace e la giustizia nel mondo è più che mai attuale".

 

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https://www.catt.ch/newsi/il-vescovo-pierre-burcher-la-forza-israeliana-e-sproporzionata/

 

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Al Venerabile fratello

PETER BÜRCHER

Vescovo emerito di Reykjavík

 

Esprimiamo, in occasione della celebrazione del suo giubileo d’oro del sacerdozio, gioiosa gratitudine per il suo attento esercizio del suo lungo ministero pastorale nella diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo, e in seguito nella diocesi di Reykjavik, come pure per il suo zelante impegno per la verità del Vangelo, che va annunciata nella carità, e per la sua premurosa cura con la quale si è impegnato nell’assiduo e sapiente ministero per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime. Insieme ai Nostri migliori auguri, per intercessione della Beata Vergine Maria e dei Santi Pietro e Giuseppe, impartiamo volentieri a lui e a tutti coloro che gli sono vicini, la Nostra Benedizione Apostolica e chiediamo preghiere per un prospero esercizio del Nostro ministero petrino.

Dato a Roma, presso il Laterano, il 15 del mese di marzo dell’anno 2021.

 

Francesco

AIUTO D'EMERGENZA

 

Gli abitanti di Beirut sono stati drammaticamente colpiti dalle esplosioni nel loro porto libanese.

 

Dopo mesi di sofferenza per il virus COVID 19, sono ora, insieme agli abitanti di Gerusalemme e di Betlemme, abbandonati da turisti e pellegrini. Manca la fonte di guadagno e loro aspettano adesso un aiuto.

La nostra »Association Saint Jean-Marie Vianney Lausanne" - www.sjmvlausanne.org - che viene sopratutto in aiuto della popolazione in Terra Santa, chiede un aiuto urgente per queste popolazioni in difficoltà:

 

CP: Association Saint Jean-Marie Vianney Lausanne

Banca Postfinance SA – BIC: POFICHBEXXX

IBAN CHF: CH49 0900 0000 1721 5224 5

La vostra donazione verrà interamente devoluta alla Caritas di Gerusalemme e alla Nunziatura a Beirut.

Grazie di cuore in anticipo. Dio vi benedica per il vostro aiuto e la vostra generosa donazione!

+ Pierre Bürcher, Vescovo – Bernard Debély, Presidente

Coordinamento Terra Santa 2020

La voce della gente in Terra Santa non può essere ignorata

 

Ogni anno veniamo qui per incontrare e ascoltare gli abitanti della Terra Santa. La loro perseveranza e la loro fede in un contesto in via di peggioramento sono per noi fonte d'ispirazione.

 

Nel loro recente e autorevole messaggio, i Vescovi cattolici locali hanno denunciato l'incapacità della comunità internazionale di contribuire alla promozione della giustizia e della pace in questo luogo dove è nato Cristo. I nostri governi devono fare di più per adempiere alle loro responsabilità per far rispettare il diritto internazionale e per proteggere la dignità umana. In alcuni casi essi si sono resi attivamente complici dei mali del conflitto e dell'occupazione.

 

I vescovi locali hanno anche evidenziato che la popolazione vede ulteriormente "svanire la speranza di una soluzione duratura". Siamo stati testimoni di questa realtà in prima persona, e in particolare di come la costruzione di nuovi insediamenti e il muro di separazione stiano distruggendo ogni prospettiva di due Stati che vivano in pace. 

 

Nello stesso messaggio, i vescovi locali hanno lanciato l'allarme sulle condizioni di vita che stanno diventando "sempre più insostenibili". Questo è dolorosamente evidente in Cisgiordania, dove alle nostre sorelle e ai nostri fratelli vengono negati anche i diritti fondamentali, tra cui la libertà di movimento. A Gaza le decisioni politiche di tutte le parti coinvolte hanno portato alla creazione di una prigione a cielo aperto, a violazioni dei diritti umani e a una profonda crisi umanitaria. Siamo stati accolti da famiglie che oggi hanno come priorità la sopravvivenza quotidiana e le cui aspirazioni si riducono all'essenziale, come avere energia elettrica e acqua potabile. 

In questo contesto siamo stati toccati dal sacrificio delle religiose, dei laici e dei sacerdoti, impegnati attivamente in tutti i campi per cercare di costruire un futuro migliore per tutti, offrendo servizi fondamentali, specialmente istruzione, lavoro e assistenza alle persone più vulnerabili. Li ringraziamo per la loro testimonianza.

Invitiamo i fedeli cristiani nei nostri rispettivi Paesi a pregare per questa missione e a sostenerla. Siamo incoraggiati dall'aumento dei pellegrini in Terra Santa e chiediamo loro di incontrare le comunità locali con maggior frequenza.

 

Al contempo, esortiamo i nostri governi a contribuire alla creazione di una nuova soluzione politica fondata sulla dignità umana di tutti. Sebbene tale soluzione debba essere in ultima analisi elaborata dai popoli in dialogo della Terra Santa, è necessario che i nostri Paesi facciano la loro parte:

 

  • Sollecitando l'applicazione del diritto internazionale;

  • Seguendo gli orientamenti della Santa Sede nel riconoscere lo Stato della Palestina;

  • Tenendo presente le esigenze di sicurezza di Israele e il diritto di tutti a vivere sicuri;

  • Rifiutando il sostegno politico o economico agli insediamenti;

  • E opponendosi con determinazione agli atti di violenza o alle violazioni dei diritti umani da parte di chiunque. 

Nel compiere questi passi la comunità internazionale potrà esprimere la propria solidarietà a quegli israeliani e palestinesi che non vogliono rinunciare alla loro lotta non violenta per la giustizia, la pace e i diritti umani.

 

Preghiamo per la pace di Gerusalemme.

 

Vescovo Declan Lang

(Presidente Holy Land Coordination), Inghilterra e Galles

Vescovo Udo Bentz

Germania

Arcivescovo Timothy Broglio

Usa

Vescovo Peter Bürcher

Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia 

Vescovo Rodolfo Cetoloni

Italia

Vescovo Christopher Chessun

Chiesa di Inghilterra

Acivescovo Richard Gagnon

Canada

Vescovo William Kenney

Inghilterra e Galles

Vescovo Alan McGuckian

Irlanda

Vescovo William Nolan

Scozia

Vescovo Marc Stenger

Francia

Vescovo Noel Treanor

Irlanda

Arcivescovo Joan Enric Vives Sicilia

Spagna

Don Antonio Ammirati

Consiglio delle Conferenze episcopali di Europa (Ccee)

Dott. Erwin Tanner

Svizzera

LA SVIZZERA, 20.5.2019

Eminenza, 

Carissimi Vescovi, 

Carissimi Sacerdoti, 

Carissimi Diaconi, 

Signore e Signori giornalisti, 

Signore e Signori, 

Carissimi Amici, 

  

In qualità di Presidente dell' Association Saint Jean-Marie Vianney Lausanne,  e su richiesta di Monsignore Peter Bürcher, Vescovo emerito di Reykjavik, vi ringrazio cortesemente di prendere conoscenza del suo messaggio, con embargo questo lunedì 20 maggio 2019 alle 12: 00, che troverete in allegato. In questo messaggio, vi annuncia che Papa Francesco lo ha nominato, da questo giorno e per alcuni mesi, Amministratore Apostolico della Diocesi di Coira. 

  

Mi permetta, di ringraziare di tutto cuore il Vescovo Peter Bürcher di avere, come Maria, risposto sì al Signore e alla richiesta del Santo Padre per amministrare la diocesi di Coira, in attesa dell'installazione del nuovo Vescovo per questa grande Diocesi della Svizzera. 

  

Sul sito web della nostra associazione troverete, tra gli altri, il curriculum vitae del Vescovo Peter Bürcher: www.sjmvlausanne.org

  

Che il Signore gli dia forza e coraggio e che possa accompagnarlo ogni giorno con la sua dolce presenza! 

  

Con i miei saluti fraterni. 

  

Bernard Debély (+41 79 871 29 56) 

Presidente dell'Associazione Saint-Jean-Marie Vianney Lausanne 

 

Indirizzo di contatto del Vescovo P. Bürcher: bischofssekretariat@bistum-chur.ch

Il bellissimo progetto AVEJMJ!

AVE come Ave (Ave Maria) e JMJ come Jornada Mundial de la Joventud e Jesus, Maria, Joseph!

«Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola!» (Lc 1,38) sarà il tema della GMG di Panama 2019.

 

Tra i suoi numerosi progetti per aiutare i cristiani della Terra Santa, Sua Eccellenza Mons. Peter Bürcher, Membro della Congregazione per le Chiese Orientali, si è impegnato a realizzare un desiderio di Papa Francesco: incoraggiare i giovani a pregare per la pace nel mondo. Pregheranno il Signore, per intercessione di Maria, grazie alla semplice preghiera del rosario. Questo è il progetto AVEJMJ: AVE come Ave Maria (Ave Maria) e JMJ come Jornada Mundial de la Joventud e come Jesus, Maria, Joseph!

 

A tal fine un rosario in legno d’olivo prodotto in Terra Santa da famiglie bisognose, giovani disoccupati, rifugiati e famiglie di detenuti sarà offerto a tutti i giovani che parteciperanno alla prossima GMG Panama, gennaio 2019 e pregheranno per la pace nel mondo. La Caritas Gerusalemme ha gentilmente facilitato la realizzazione di questo progetto con cui sarà possibile dare lavoro per diversi mesi a centinaia di famiglie bisognose di Betlemme e dintorni.

 

Per rispettare le scadenze e raggiungere l'obiettivo dei 1,5 milioni di rosari necessari, dobbiamo garantire la produzione di un minimo di 200.000 unità al mese. Ogni rosario ci costa 1 CHF/USD.

Le donazioni possono essere fatte direttamente sul conto dell'Associazione Saint Jean-Marie Vianney Losanna, Svizzera:

 

Bank Postfinance SA                   BIC: POFICHBEXXX

 

Dalla Svizzera:                             IBAN CHF: CH49 0900 0000 1721 5224 5

Dall'Europa:                                 IBAN EUR: CH36 0900 0000 9153 3233 5

Altro:                                            IBAN USD: CH98 0900 0000 9172 0700 5

 

Causale: «AVEJMJ».

L’ASJMVL www.sjmvlausanne.org e la Caritas Gerusalemme ringraziano tutti e ciascuno di voi per aver contribuito, anche se modestamente, al finanziamento di questo magnifico progetto mondiale in tempo di evangelizzazione!

Rosario? Alziamo il mistero!

Il Rosario è una forma di preghiera ripetitiva, contemplativa e molto semplice, durante la quale meditiamo sul posto di Maria nel Mistero della Salvezza e ci associamo ad esso recitando l’Ave Maria. Il nome si riferisce anche allo strumento usato per pregare: un insieme di grani perforati, infilati uno dopo l'altro su un filo e tenuti in un cappio, con alla fine una croce. A rigor di termini, il rosario è un "cappellino" o una specie di corona. Era infatti consuetudine nel Medioevo incoronare le statue della Vergine con delle rose, ciascuna delle quali simboleggiava una preghiera, da cui la parola rosario.

 

La Festa della Madonna del Rosario fu istituita il 7 ottobre 1573. Essa rese universale la pratica del rosario e fece di ottobre il mese del rosario per eccellenza.

 

Mentre un rosario include cinquanta "Ave Maria", un rosario completo include 200 "Ave Maria". Le 200 "Ave Maria" sono state divise in quattro parti, poi ogni parte in cinque decine, ognuna preceduta da un "Padre Nostro" e seguita da un "Gloria al Padre" in onore della Santissima Trinità.

 

Questa preghiera non è una pura ripetizione meccanica di formule: è meditazione, una ricezione del Mistero di Dio che tocca e si congiunge alle nostre vite. Il Rosario è quindi una meditazione del Vangelo e l'accoglienza per il credente della Vita del Signore.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Association Saint Jean-Marie Vianney Lausanne

CH - 1018 Lausanne

Switzerland

www.sjmvlausanne.org